COMITATO CITTADINO
AGOSTINO BELCASTRO 28 settembre 2009

E' stato costituito il Comitato "Salviamo Brancaleone" per la salvaguardia della salute dei cittadini. Lo scopo è quello di collaborare con le Istituzioni per combattere i reati ambientali. Infatti, il ritrovamento sui fondali marini di navi cosiddette a perdere, cariche di veleni in alcune località della Calabria e piu' specificatamente nel territorio della provincia di Reggio Calabria, hanno creato una sorta di allarmismo tra gli abitanti di Brancaleone consapevoli che la presenza di scorie radioattive o altre sostanze nocive metterebbero a repentaglio non solo la salute dei cittadini ma anche l'intero ecosistema. Ad avvalorare la preoccupazione dei membri del Comitato vi è l'iniziativa della Provincia di Reggio Calabria, della Prefettura, dell'Arpacal e dell'Azienda Sanitaria provinciale n. 5 i quali hanno stabilito un tavolo di concertazione per un piano di lavoro allo scopo di effettuare analisi oltre che nel territorio comunale di Brancaleone anche in quelli di Melito P.S., Saline Joniche e Lazzaro. Le indagini che saranno svolte dall'Arpacal dovranno verificare l'eventuale tossicità presente nelle acque e nelle spiagge. Il Comitato Civico dei cittadini composto dal Cristiano Teresa, Manfredi Marisa, Valastro Cinzia, Spinella Antonella e Guida Antonella esordisce con il seguente comunicato stampa:" Appena la sparuta schiera di turisti abbandonava la costa della Calabria, la Magistratura e alcuni giornalisti "farabutti" hanno ritenuto di farci sapere che il luogo in cui viviamo è stato trasformato in un'immensa discarica di ogni genere di rifiuti. E meno male che esistono giornalisti "farabutti" altrimenti come avremmo potuto sapere dell'esistenza di Governanti Farabutti che, in cambio di un fiume di denaro, che hanno diviso con i delinquenti comuni hanno riempito le nostre acque e le nostre terre dei rifiuti di cui altri si sono disfatti. Pertanto noi cittadini di Brancaleone abbiamo voluto unire la nostra voce a quella dei Sindaci, degli Amministratori locali e a quella parte di società civile che già da un po' di tempo sollecitano l'intervento del Governo. Abbiamo avvertito - continua il comunicato - l'esigenza di costituirci in comitato perché vogliamo sapere se la nostra salute e soprattutto quella dei nostri figli è in pericolo, se l'acqua del nostro mare, a parte i coliformi, contiene sostanze piu' pericolose, se il paese è contaminato. Da piu' di vent'anni i beni informati sapevano dei 600 siti che nascondano sostanze tossiche e radioattive sulle nostre montagne dell'Aspromonte, delle 30 navi a perdere affondate lungo le coste del Sud dell'Italia, delle scorie delle fabbriche di Crotone sotterrate nelle fondamenta delle scuole, delle case popolari, degli ospedali delle città. Ma poiché lo smaltimento dei rifiuti pericolosi procurava un fiume di denaro, le bocche di tutti sono rimaste cucite. Tranne Una. E finalmente si scopre la nave al largo di Cetraro con il suo macabro contenuto. Le voci che circolavano da tempo su una nave inabissata al largo di Capospartivento sembravano estratte da un capitolo di una leggenda metropolitana; ma i sub e i marinai ne parlavano. Purtroppo la popolazione non ascoltava e affondava la testa sotto la sabbia. E continua a farlo. Ma ora noi residenti, che siamo sufficientemente spaventati, chiediamo l'accertamento della verità e non solo attraverso il controllo di coloro che il danno l'hanno procurato. Chiediamo la messa in sicurezza dell'intera zona. Inoltre chiediamo l'intervento del Ministero della salute: venga a quantificare il numero dei morti per tumore nei nostri paesi evitando di dire ancora una volta che non si discosta dai parametri nazionali".